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Whistleblowing e Anticorruzione un percorso integrato

Le nuove normative in tema di anticorruzione e il whistleblowing sono strettamente connesse e integrate. Proprio in virtù delle implicazioni presenti nell’ambito dei fenomeni di gestione del rischio di fenomeni di corruzione potenziali in enti e imprese è necessario strutturare un adeguato sistema di gestione organizzativo che risponda a varie richieste di stazioni appaltanti, ANAC, ecc.
Sin dagli albori con il D.Lgs. 231/01 abbiamo assistito ad un evolversi del tema con riferimenti sempre più mirati e dettagliati al controllo organizzativo e amministrativo, per ultimo il D.Lgs. 179/17 ha introdotto in modo decisivo un percorso alquanto articolato che necessita di competenze specifiche e articolate in grado di sostenere le richieste di garanzia e di certificazione.
Recentemente l’introduzione della certificazione del sistema ISO 37001 ai sensi dell’anticorruzione ha aperto una serie di necessarie soluzioni che rispondono sia alle richieste normative sia a quelle organizzative, in tema di impresa e di enti pubblici. A breve lo standard ISO 37001 sarà richiesto necessariamente, in quanto riesce a risolvere problemi di adempimenti e necessità di adeguamenti interni di natura organizzativa.
La nostra Società è in grado di supportare le aziende e gli Enti che devono strutturare un proprio sistema organizzativo, formando e istruendo il personale e raggiungendo la certificazione volontaria con primari Enti accreditati, integrando le idonee procedure con software certificati che rispondono correttamente alle richieste normative.
Per informazioni, contattaci.

Il Terzo settore alla prova di maturità

Un vera prova di maturità possono definirsi le nuove norme sul Terzo settore che pongono una serie di adempimenti importanti in particolare per le piccole e medie realtà che operano in questo contesto. In realtà i grandi Enti sono già in grado di essere sin da subito rispondenti alla normativa di riferimento, ma per le piccole realtà è sempre più complesso essere presenti in modo efficace e offrire i propri servizi non profit.
La circolare del Ministero del Lavoro sull’applicazione delle nuove disposizioni dettate dal Codice del Terzo Settore, implica una serie di azioni che prevedono un’attenzione necessaria per non vedere perso il lavoro svolto precedentemente. Partendo dall’obbligo di rendiconto in caso di entrate inferiori ai 220.000 euro, fino alle modifiche statutarie necessarie per l’iscrizione nel Registro Unico del Terzo Settore per l’ottenimento delle qualifiche previste.
Gli obblighi sono anche altri come ad esempio la pubblicazione dei compensi corrisposti sul sito web e il bilancio sociale, insomma una vera rivoluzione delle modalità di gestione.
Per un’azione attenta è necessario essere supportati in modo intelligente e attivo da strutture che abbiano la capacità poliedrica di offrire servizi aggiuntivi come la strategia, il marketing social, il fundraising, la consulenza per gli adempimenti legali e molto altro.
E’ importante anche per i nuovi Enti strutturare lo Statuto in modo coerente alla normativa, il rischio è quello di non vedersi riconosciuti in futuro, insomma è necessario aprire bene gli occhi e le orecchie per non rischiare di non poter più operare in modo legale.
La nostra organizzazione opera da anni in questo settore e raggiunge i migliori risultati, soprattutto con Enti che operano nel Sud Italia, contattaci per un colloquio gratuito, sarà tempo ben speso.

In partenza il nuovo strumento Resto al Sud

In partenza dal 15 gennaio 2018 Resto al Sud il nuovo strumento messo in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico che potrà essere utilizzato come nuovo incentivo per l’avvio di Start Up di impresa. Lo strumento sarà gestito per il tramite di Invitalia e permette a giovani imprenditori di avviare la propria idea di impresa in una Regione del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Maggiori informazioni al link sotto.
E’ importante notare che, come dichiara il direttore di Invitalia, non possono presentare domanda alcune categorie.
Dal 15 gennaio sarà possibile presentare le domande a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud. Sono escluse le attivita’ commerciali e le libere professioni. Questa e’ stata una scelta politica importante per dare priorita’ ai settori che piu’ trainano lo sviluppo”.
Lo strumento mette a disposizione 1 miliardo e 250 milioni fino al 2020 che potranno sostenere con un incentivo del 35% a fondo perduto le nuove realtà costituite da giovani fino a 35 anni.
L’opportunità è ottimale per le nuove idee imprenditoriali anche partecipate da partner che non posseggono i requisiti, contattaci per avere altre informazioni.
http://www.invitalia.it/site/new/home/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud.html